Razzismo. Un'origine illuminista

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Descrizione

Il razzismo ha rappresentato per oltre due secoli la più pericolosa infezione dello spirito nella cultura occidentale. Il trauma del nazismo ha costretto a una riflessione accentrata quasi monotematicamente sulla Shoa. In questo studio si è voluta ricostruire più complessivamente la storia del mito della razza, individuando nei filosofi che fondano il pensiero moderno le radici di un nuovo atteggiamento di fronte al genere umano. Si è spesso notato come la cultura occidentale, non volendo più essere razzista, abbia cercato di non esserlo mai stata, scaricando ogni responsabilità sul nazismo in particolare, come se fosse un accidente della storia. Indagando a ritroso sui presupposti filosofici del razzismo biologico, troviamo al contrario robuste origini nel pensiero illuministico: l’inserimento dell’uomo nell’ambito della storia naturale, la classificazione della specie, la critica della dottrina biblica della comune origine dell’umanità. Su questo terreno si sono poi sviluppati il positivismo, le misurazioni antropometriche e la nascita di nuove discipline che daranno dignità scientifica al razzismo. La riduzione dell’uomo alla sua sola dimensione materiale e quantificabile, la deificazione della ragione, il paradigma tecnologico assunto a criterio di verità, sullo sfondo di una costante polemica anticristiana, sono il filo conduttore della cultura razzista, che con la scoperta delle leggi della genetica associate all’evoluzionismo toccherà gli esiti più tragici dell’eugenetica.