Fabbrica dei geni (La). L'incredibile storia della banca del seme dei Nobel

Fabbrica dei geni (La). L'incredibile storia della banca del seme dei Nobel
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Descrizione

David Plotz - Lindau - 2006 - pp. 352

Nel 1980, suscitando un comprensibile clamore, iniziò a operare in California il Repository for Germinal Choice, meglio conosciuto come la banca del seme dei Nobel. Convinto che l’America fosse a un passo dalla catastrofe genetica, un eccentrico milionario di nome Robert K. Graham aveva infatti deciso di contrastare il declino del suo paese offrendo alle donne sperma di genio per l’inseminazione artificiale. Negli anni che seguirono il Repository fu sommerso dalle richieste di donne che volevano scegliere un donatore dalla sua lista di scienziati premi Nobel, prodigi matematici, professionisti affermati e atleti eccezionali. E contribuì a far nascere oltre duecento bambini. Nel 1999, dopo la morte del suo fondatore la «fabbrica dei genî» chiuse i battenti e tutta la storia cadde nell’oblio. Cosa ne è stato di quei bambini? Sono poi diventati «brillanti» come Graham si aspettava? E i padri «superuomini» si sono interessati a quella prole sconosciuta portatrice dei loro cromosomi? E le madri, com’erano? All’inizio del 2001, deciso a ricostruire questa inquietante vicenda, David Plotz scrisse un articolo per la rivista on-line «Slate», invitando chiunque avesse notizie sulla banca a contattarlo. La mattina seguente ricevette un’e-mail, poi un’altra, e un’altra ancora, tutte di persone ansiose di raccontare cose taciute per anni. Viaggiando attraverso gli Stati Uniti e trascorrendo un’infinità di ore su Internet, Plotz è riuscito a rintracciare fratellastri adolescenti che avevano seguito strade estremamente diverse, madri che si interrogavano sull’identità del donatore che anni prima (continua nell’altro risvolto) (continua dall’altro risvolto) avevano scelto sulla base di un nome in codice e di un breve profilo caratteriale, padri di volta in volta orgogliosi o imbarazzati o semplicemente curiosi circa i figli nati dai loro campioni seminali. I figli della «fabbrica dei genî» sono messaggeri dal futuro – un futuro che ci viene incontro a una velocità folle e nel quale i genitori potranno tranquillamente «fare shopping» di genî per i loro nascituri. Ma come saranno i bambini, quando sarà possibile programmarli in vista dell’eccellenza? E le famiglie, esisteranno ancora? In questo libro sbalorditivo e inquietante, uno dei migliori giovani giornalisti americani prefigura l’era delle aspettative genetiche, un futuro già iniziato negli Stati Uniti e in Europa.