“Penso sia mio dovere pubblicare questo libro per servire la verità e la nazione che è stata perseguitata dai turchi e specialmente per difendere la religione musulmana, affinché non venga accusata di fanatismo dall’Europa.” Con queste parole inizia il diario di Fayez El Ghossein, beduino musulmano dell’Hauran, costretto ad assistere con i propri occhi al primo genocidio del XX secolo: quello consumato ai danni del popolo armeno, per mano del governo dei Giovani Turchi.Alto funzionario arabo, accusato di essere a capo di un movimento rivoluzionario , viene condannato prima a morte, poi all’esilio. E’ proprio durante tale percorso che raccoglie le testimonianze di tutte le barbarie commesse contro innocenti, donne vecchi e bambini. Atrocità perpetrate strumentalizzando la religione islamica, in nome di un’ideologia ultranazionalista. Un resoconto tanto spoglio quanto raccapricciante : una relazione puntuale ed amara delle violenze viste in prima persona o ascoltate dai racconti dei testimoni oculari, delle vittime, dei diretti esecutori. Pubblicato per la prima volta in arabo nel 1916 – quando la pulizia etnica degli armeni era ancora in atto – questo testo si presenta come un documento di grande valore storico