In questo libro, a cui Augusto Del Noce ha premesso un saggio introduttivo, Eric Voegelin, uno dei più significativi studiosi di scienza politica, spiega e confuta, nella prima parte, gli errori compiuti in questa materia dal positivismo e da Max Weber, proponendo poi un nuovo metodo capace di cogliere la vera struttura dei fenomeni politici. Nella seconda parte applica il suo nuovo metodo all'analiso delle ideologie rivoluzionarie moderne, spiegando che non sono una "novità", ma l'ultimo ed estremo risultato di un processo che affonda le sue radici nello gnosticismo escatologico. Nel Medioevo l'opera di Gioacchino da Fiore ne è stata l'espressione più rilevante con la sua concezione della storia come una successione di tre età delle quali la terza è il regno finale della perfezione. Il complesso di simboli gioachimiti ha informato la struttura dello gnosticismo moderno secolarizzato, di cui il positivismo, il marxismo e il progressismo sociologistico contemporaneo sono alcuni esempi. In questa prospettiva non è più l'intervento divino a condurre la storia al regno della perfezione su questa terra, come in Gioacchino, ma l'iniziativa umana. Non è più la grazia a redimere l'uomo, ma l'uomo stesso è capace di autoredenzione mediante l'azione. La storia e la società si trasformano così in una divinità che si autoredime. L'ateismo e il secolarismo integrale sono dunque il risultato finale di un processo iniziato nel Medioevo, come Voegelin dimostra analiticamente in questo saggio. Ma, per la nota legge dell'eterogenesi dei fini, secondo la quale, quando gli uomini rifiutano la realtà, ottengono risultati opposti a quelli che si erano prefissi, l'attuale civiltà gnostica dimostra con i suoi squilibri patologici che il successo storico è oggi la causa del suo inevitabile declino.