Prigionieri del silenzio. Una storia che la sinistra ha sepolto

Prigionieri del silenzio. Una storia che la sinistra ha sepolto
Prezzo:
€ 10,50
Disponiblie immediatamente

Descrizione

Prigionieri del silenzio, ma anche dei gulag e delle carceri politiche del maresciallo Tito, in Jugoslavia. Le vittime erano tutti comunisti, come chi li imprigionava e li vessava. Giampaolo Pansa ricostruisce la vita di uno di loro con puntiglio e partecipazione. Emblematica e nello stesso tempo tragica, la storia del sardo Andrea Scano ricalca quella di molti uomini che, come lui, si batterono contro il fascismo e il nazismo ma, dopo la Liberazione, furono colpiti con durezza proprio dal regime che, insieme all'Urss, consideravano il più vicino. Combattente in Spagna, poi partigiano in Italia, nel 1947 viene inviato dal Partito in Iugoslavia dove - all'indomani della rottura tra il maresciallo Tito e Stalin - subisce la sorte di tanti altri militanti come lui, finendo deportato nell'inferno di Goli Otok - l'Isola Calva o Nuda -, il più infame tra i gulag di Tito. Nel caso di Scano, l'accusa di aver nascosto armi per la tanto sospirata rivoluzione innescò una spirale perversa, che lo condusse a scontare anni di deportazione e torture all'Isola Calva, il più famigerato tra i lager di Tito. Scampato a quell'orrore e rientrato in Italia, per ordine del Pci fu costretto a tacere sulle sofferenze patite, per il resto dei suoi anni fino alla morte. Un racconto duro e drammatico, che - come molti dei libri di Pansa - apre una porta rimasta chiusa per troppo tempo su pagine oscure e ambigue della nostra storia recente