Carnefici e vittime. I crimini del PCI in Unione sovietica

Carnefici e vittime. I crimini del PCI in Unione sovietica
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Descrizione

Dopo La tragedia dei comunisti italiani, Giancarlo Lehner, con una nuova serie di sconcertanti documenti inediti emersi dalle sue ricerche e da quelle di Francesco Bigazzi negli archivi sovietici, prosegue il proprio racconto sulla drammatica sorte che toccò a tanti italiani deportati nei gulag di Stalin. Nei sogni dei comunisti occidentali degli anni Venti e Trenta l'Unione Sovietica appariva come la "terra promessa". Molti di loro intrapresero perciò lunghi viaggi clandestini verso la patria del socialismo, nella speranza di veder concretizzati gli ideali di uguaglianza e giustizia che da sempre perseguivano. Ma una volta arrivati a destinazione scoprirono con amarezza che la realtà era ben diversa: la vita quotidiana era difficile e le condizioni di lavoro pesantissime. Infine, segnalati dai delatori, sperimentarono l'orrore di torture e processi e l'epilogo della condanna a morte. A molti di questi giovani disillusi dà un nome e un volto, restituendo loro l'integrità morale e politica. Restituisce un nome e un volto a molti di questi giovani disillusi e svela finalmente la verità sulla loro triste fine, contribuendo a far luce su una pagina dimenticata della nostra storia recente e denunciando le precise responsabilità del comitato dirigente del Partito comunista italiano di allora.Attraverso i verbali degli estenuanti interrogatori ne ricostruisce la storia, il cui triste epilogo segue un copione predeterminato: dopo inimmaginabili torture, tutti si autoaccusano e  dichiarano di aver svolto attività spionistica a favore dell'Italia fascista, nonché di essere trotzkisti e borghisti. Da qui alla condanna a morte il passo è breve. Soltanto dopo il 1956 verranno in gran parte "riabilitati", ma spesso alle famiglie non sarà comunicata la vera causa del decesso. Carnefici e vittime fa luce su una pagina dimenticata della nostra storia recente. Il suo intento è quello di rimediare a "un'amnesia programmata" di cui furono vittime "centinaia di donne e uomini traditi dalla loro stessa fede politica tanto generosamente e perigliosamente testimoniata".