«Come altri soldati di altri eserciti, anche gli americani si sono resi responsabili di stupri durante la Seconda Guerra Mondiale. Le donne inglesi e francesi erano alleate, quelle tedesche nemiche, ma tutte sono rimaste vittime, a migliaia, di quella esasperata violenza sessuale che è lo stupro».
Tra il 1942 e il 1945, circa 17.000 donne di tutte le età, inglesi, francesi e tedesche, furono stuprate da soldati americani. Cause, modalità e conseguenze di questo agghiacciante fenomeno sono analizzate con rigore storico e descritte con un linguaggio contenuto e privo di sensazionalisti. In questo libro il volto oscuro e sconosciuto dei “liberatori” è rivelato da documenti e testimonianze conservati negli archivi dei tribunali militari americani. In Germania gli stupri furono 11.000, in Francia 3.620 ed in Gran Bretagna 2.420, senza contare quelli non denunciati. La rilettura attenta degli atti dei processi e la voce dei testimoni permettono a J. Robert Lilly, professore di sociologia e di criminologia alla Northern Kentucky University negli Stati Uniti e professore associato di sociologia e politica sociale all'Università di Durham in Gran Bretagna, una ricostruzione storica delle violenze commesse dai soldati americani in Europa. Il libro di Lilly colma un vuoto storico, affiancando agli stupri di massa commessi dall’Armata Rossa ai danni delle popolazioni civili della Germania Orientale (circa 2.000.000 di donne tra i 12 ed i 60 anni) ed alle violenze subite da 60.000 donne (e bambine) italiane da parte delle truppe marocchine di Juin, le brutalità commesse dagli americani di Eisenhower