Lo “sradicamento” è un flagello sotto il quale la cultura europea geme da oltre un secolo, eppure esiste un'altra letteratura, sommersa, ma ricca di vita e di tradizioni. È una letteratura dispersa, spesso affidata con coraggio alla sola tradizione orale, a riunioni e convegni catacombali. Il radicamento è sempre stato, nel corso della storia, un miracolo situato in equilibrio tra persona e società, tra religione e politica, ma oggi si annuncia all'orizzonte uno scenario di desolante desertificazione e la responsabilità della letteratura ufficiale è enorme, perché con i suoi falsi libri (i best-sellers) sembra voler essere la colonna sonora della sventura e del malessere. Esiste tuttavia un'altra realtà dentro la realtà, che si eclissa come un fiume nelle viscere del tempo e della terra, per riemergere inattesa a far fiorire il mondo: gli uomini e gli scrittori ricominciano così a crescere (come la fiamma del fuoco, come gli alberi) verso l'alto. Questa è la letteratura del nuovo radicamento.