Ultima crociata (L'). Quando gli Ottomani arrivarono alle porte dell'Europa

Ultima crociata (L'). Quando gli Ottomani arrivarono alle porte dell'Europa
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Descrizione

Per secoli, a ondate successive, le armate islamiche hanno condotto con costante insistenza la jihad, la "guerra santa", nell'intento di cogliere quella mitica "mela rossa" che nel loro immaginario collettivo simboleggia Roma. Per impedire la conquista di questo ambito obiettivo, i cristiani affrontarono, per terra e per mare, grandi battaglie e sostennero lunghi assedi. Ma ciò fu possibile solo perché la Cristianità, superando i non facili conflitti intestini, seppe trovare quell'unità necessaria a scongiurare il pericolo incombente. Prendendo spunto dalla Lectio magistralis pronunciata da Benedetto XVI a Ratisbona nel settembre 2006, che tante polemiche ha suscitato, Arrigo Petacco ripercorre tutte le fasi della lotta millenaria del mondo cristiano contro l'Islam: dal 732, quando i paladini di Carlo Martello arginarono a Poitiers la prima invasione araba, a quando circa mille anni dopo, nel 1697, Eugenio di Savoia sconfisse a Zenta l'esercito del sultano Mustafà II liberando definitivamente l'Europa da tale minaccia. Con la consueta vivacità narrativa, l'autore rievoca queste pagine fondamentali della storia europea, punteggiandole di una piacevole aneddotica e descrivendone gli avvenimenti più significativi, come la conquista di Gerusalemme, la caduta di Costantinopoli, la battaglia di Lepanto e i memorabili assedi di Famagosta, Malta, Creta e Vienna. Emergono così le figure dei principali protagonisti di quegli storici eventi: da Solimano il Magnifico e i suoi indomabili corsari Barbarossa, Dragut e Occhialì, ai grandi capitani cristiani (Andrea Doria, Giovanni d'Austria, Sebastiano Venier), fino ai condottieri che riuscirono a respingere l'assalto del Gran Turco spintosi sino alle porte di Vienna e di Ratisbona (il re polacco Giovanni Sobiesky e gli italiani Raimondo Montecuccoli ed Eugenio di Savoia, cui l'Austria dovrà la sua grandezza). Nel 1683, infatti, i giannizzeri sono di nuovo sotto le mura viennesi, e proprio da Ratisbona la Dieta imperiale proclama l'ultima crociata che, dopo la vittoria di Eugenio di Savoia, generale al servizio degli Asburgo, sull'esercito della Sublime Porta a Zenda nei Balcani, porrà definitivamente fine alla minaccia islamica. Una particolare attenzione viene dedicata alla lenta evoluzione degli eserciti durante le imprese guerresche: il tramonto della cavalleria a vantaggio della fanteria, la superiorità dell'archibugio dei cristiani sul potente arco a doppia curva dei giannizzeri, le spesso decisive "armi segrete" e le tecniche sempre più perfezionate dei combattimenti e degli assedi; e non manca una coinvolgente panoramica sulla vita segreta del serraglio dove, attorno al sultano - il signore assoluto che faceva strangolare tutti i suoi fratelli al momento dell'incoronazione -, fra lussi sfrenati e crudeli consuetudini, gli eunuchi, le favorite dell'harem e i corrotti gran visir tessevano i loro intrighi e le loro congiure. Le crociate non sono da considerare un'arbitraria guerra di aggressione contro il pacifico mondo islamico: Arrigo Petacco, contestandone la versione "politicamente corretta" che ha indotto persino un papa a chiedere scusa ai musulmani, dimostra come furono invece una legittima risposta alla jihad. Anche se posero freno solo temporaneamente al comandamento coranico di islamizzare il mondo.