Questo libro entra nel vivo di uno dei più scottanti temi del nostro tempo: la giustizia internazionale. L'Autore parte dall'analisi delle contraddizioni e degli abusi emersi nel corso delle udienze del processo Milosevic per muovere una critica serrata all'idea stessa del Tribunale mondiale. Di questo principio vengono messi in risalto i limiti teorici e le aberrazioni pratiche. Dietro l'apparenza "etica" si nasconde un inedito attacco alla democrazia e alla sovranità dei popoli. L'attualità di questo argomento è dimostrata dalle problematiche che stanno accompagnando la nascita della Corte penale internazionale voluta dall'Onu e osteggiata dagli Usa.