Un saggio sulle utopie e sulle vicende del XX secolo e del comunismo in particolare. Da storico di valore, Conquest scrive che “Da molti millenni è noto che si può comprendere il futuro soltanto se si ha una ragionevole comprensione del passato”. La conoscenza e la retta interpretazione della stessa serve a capire quindi le sfide del futuro. Ma quando parliamo di cultura politica occidentale non dobbiamo mai dimenticarci che, non molto tempo fa, questa cultura ha prodotto, e giustificato dal punto di vista intellettuale i più accaniti nemici della società e dello Stato democratico-liberale. Tutto il libro è l’analisi di come sono state propagandate le ideologie del XX secolo, e soprattutto il comunismo che non è stato solo un “regime repressivo e violento, ma anche un completo fallimento” del quale possiamo riconoscere l’eredità “in un eccesso di burocratizzazione all’interno di un’evoluzione conformista dell’Occidente”. E il socialismo “nella sua formula negativa, ossia l’antica bandiera dell’anticapitalismo, sopravvive ancora. E continua a vivere anche la sua impostazione statalista.”. Del pari sopravvive la popolarità che il comunismo ha riscosso presso certe èlites occidentali. Queste, più che da devozione verso il socialismo sono “animate da una profonda ostilità nei confronti del pensiero dominante e delle sue istituzioni”. In questo quadro il ruolo degli intellettuali è particolarmente rilevante. Una élite di intellettuali progressisti tiene in pugno l'opinione pubblica occidentale. Essi si ispirano a una forma di socialismo sempre più vaga dopo il tramonto della Unione Sovietica. Nel pacchetto di idee di questi "maestri del pensiero" è rimasta l'eredità dello statalismo. Vale a dire la convinzione che lo Stato abbia una soluzione per ogni problema. E se non funziona, la colpa non è delle premesse sbagliate, ma della forza insufficiente con la quale è stata applicata. Ragione per cui la prossima volta sarà necessario autorizzare lo Stato a usare una mano ancora più pesante. L'élite ha alcune caratteristiche. Prima agita come slogan alcune parole svuotate dal loro significato originario. Poi le usa come arma per delegittimare gli avversari politici. Una idea persistente è l’idea che per tutti i problemi esista una “soluzione” e che, una volta trovata, “questa soluzione possa essere messa in pratica dallo Stato”.