In una foto di matrimonio sui gradini di una chiesa, cinquant'anni fa si vedevano molti bambini davanti e pochi anziani dietro: oggi è il contrario. La piramide demografica, dicono gli esperti, si è rovesciata. Il punto chiave della questione secondo gli autori è quello del crollo delle nascite, che rischia di mettere in seria crisi il nostro paese e più in generale l'Occidente. Soprattutto se messo in relazione con un costante (per quanto benvenuto) innalzamento dell'età media dei decessi e un conseguente invecchiamento della popolazione. Il rapporto fra popolazione attiva e popolazione passiva diventa così una delle questioni determinanti per lo sviluppo del nostro paese. Per mantenere un equilibrio tra giovani e anziani occorrerebbero addirittura due milioni di immigrati l'anno. L'arrivo di immigrati continuerà (se ne prevedono dieci milioni per il 2050) ma la fascia attiva della popolazione, quella che dovrà sostenere il peso di quest'Italia così diversa, si sta comunque assottigliando.Pensioni, spese sanitarie, competitività industriale, innovazione, ricerca, scuola: mai finora un libro aveva spiegato con tale chiarezza tutti gli aspetti coinvolti in questo grande cambiamento, traducendo i dati raccolti presso le più autorevoli fonti in un linguaggio semplice e colloquiale.Un libro che riguarda ognuno di noi. E ancor più i nostri figli. Un libro che, con molto buon senso ci fa capire quanto negativamente abbiano influito sulla nostra società le campagne di controllo delle nascite e le politiche che hanno penalizzato la natalità.