Descrizione
In questo testo, l'autore, un esamina il regime nazista e comunista evidenziando gli aspetti peculiari delle due più importanti incarnazioni storiche del totalitarismo.
L'intento principale della riflessione di De Benoist – è quello di confutare coloro che ritengono a tutt'oggi il comunismo meno pericoloso del nazismo
L'accesso agli archivi di Mosca, un tempo segreti, ha consentito la stesura di un bilancio delle vittime del comunismo: cento milioni di morti, una cifra addirittura quattro volte maggiore di quella delle vittime del nazionalsocialismo e tale da far affermare che "il bilancio del comunismo costituisce il più colossale caso di carneficina politica della storia". Coloro che reputano improprio e improponibile un accostamento dei due regimi, si rifanno sovente alla questione della differenza delle loro ispirazioni iniziali, affermando che, mentre il nazismo fu una dottrina dell'odio e i suoi crimini furono non solo prevedibili ma connaturati alla sua stessa essenza, il comunismo sarebbe stato una dottrina di liberazione, di amore per l'umanità e i suoi delitti nient'altro che errori, incidenti, deviazioni. Alain de Benoist ritiene insostenibile una tale argomentazione, poiché comporta un atteggiamento che si ostina a giudicare la storia e quindi anche i regimi politici sulla base delle intenzioni e non, come sarebbe auspicabile, sulla base dei fatti. In secondo luogo, la contrapposizione della dottrina dell'odio del nazismo e l'ideale di emancipazione umana del comunismo è artificiosa, poiché oppone una definizione del comunismo data dai suoi sostenitori ad una definizione del nazismo data dai suoi nemici.
A coloro che ancora usano queste argomentazioni sfugge che la realizzazione degli ideali che comunismo e nazismo facevano propri implicava in entrambi i casi lo sradicamento di una parte della società: l'utopia della società senza classi non meno dell'utopia della razza pura, esigeva l'eliminazione di individui che si riteneva ostacolassero la realizzazione del progetto. Richiamare la vocazione universalistica del comunismo, la sua pretesa di offrire la felicità all'umanità intera invece che ad una sua parte (il popolo tedesco, per il nazismo), alla luce di quanto detto, non fornisce più un'attenuante sostenibile, dal momento che tale vocazione non servì ad ostacolare il terrore, ma a dargli una legittimazione superiore.