Religione e lo stato moderno (La).

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Descrizione

Christopher Dawson - D'Ettoris - 2007 - pp. 200 - EAN 9788889341094

Lo storico britannico Christopher Dawson è conosciuto anche in Italia come un grande storico della cultura e, in particolare, della formazione della Cristianità occidentale. Assertore dell’inevitabile «morte» delle civiltà quando si esauriscono i princìpi che le animano, anzitutto quelli religiosi, a partire dagli anni 1930 dedica una parte rilevante della sua opera alle crisi culturali che in epoca moderna e contemporanea hanno minato l’edificio della civiltà occidentale e alle loro ricadute socio-politiche. Ne La religione e lo Stato moderno, del 1935, esamina il comunismo sovietico, il fascismo e il nazionalsocialismo, ai quali associa il New Deal statunitense e il laburismo britannico, insieme come esito e come reazione alla disgregazione provocata nella società occidentale dalla losoa liberale. Il fenomeno totalitario si produce quando le ideologie rivoluzionarie, glie di un’errata teologia della storia, per quanto non riconosciuta come tale, s’incarnano in sistemi di potere con un’efcacia tecnica senza precedenti. Su questa base Dawson mette in guardia dalle possibili derive totalitarie delle società democratiche occidentali conseguenti alla secolarizzazione, ovvero alla eliminazione della prospettiva religiosa dalla vita pubblica, promossa dallo Stato moderno, che quasi ineluttabilmente evolve nel senso di un maggior controllo sociale ancor più che di una crescente pianicazione economica. Liberalismo e comunismo marxista vengono da Dawson discussi alla luce della dottrina sociale della Chiesa Cattolica, non prima di averne confrontato la visione della storia con quella del cristianesimo, di cui ricostruisce l’origine, dai libri profetici ebraici all’Apocalisse di san Giovanni e a sant’Agostino. 

Henry Christopher Dawson (1889-1970), dopo gli studi a Oxford, lascia l’università ma prosegue la ricerca e l’attività di scrittore. Nel 1914 si converte dall’anglicanesimo al cattolicesimo. Nonostante il credito scientico acquisito e l’ingente produzione libraria, non riesce a rientrare nel mondo accademico e non ottiene mai una cattedra — talora per pregiudizio anticattolico — limitandosi a svolgere, in diversi atenei britannici, cicli di conferenze o corsi collaterali in tema di storia della civiltà, di losoa della religione e di storia dell’ educazione occidentale. Attivo n dal 1920 come pubblicistica, collabora a molte riviste — spesso legate al risveglio culturale cattolico britannico negli anni 1930 — e tiene conversazioni per la BBC. British Broadcasting Corporation. Solo nel 1958 è chiamato a occupare la prima cattedra di Studi Cattolici Romani creata all’università di Harvard, negli Stati Uniti d’America.