Descrizione
Testo francese a fronte
“Il mondo era stato sedotto dicendo che il cristianesimo era nato in seno alla barbarie, assurdo nei dogmi, ridicolo nelle cerimonie, nemico delle arti e delle lettere, della ragione e della bellezza; un culto che non aveva fatto che versare sangue, incatenare gli uomini, ritardare la felicità e i lumi del genere umano. Bisognava dunque cercare di provare il contrario, cioè che, di tutte le religioni mai esistite, quella cristiana è la più poetica, la più umana, la più favorevole alla libertà, alle arti e alle lettere; che il mondo moderno le deve tutto, dall’agricoltura fino alle scienze astratte, dai ricoveri per i bisognosi fino ai templi progettati da Michelangelo e decorati da Raffaello. Era necessario dimostrare che nulla è più divino della sua morale, nulla è più amabile, più grandioso dei suoi dogmi, della sua dottrina e del suo culto. Si doveva dire che essa favorisce il genio, affina il gusto, sviluppa le passioni virtuose, dona vigore al pensiero, offre forme nobili allo scrittore, e stampi perfetti all’artista.”
Pubblicato per la prima volta in Francia nel 1802, il Genio del Cristianesimo è un trattato di carattere apologetico che François René de Chateaubriand scrisse tra il 1799 e il 1802. L’opera ottenne subito i consensi dell’opinione pubblica francese che, dopo gli eccessi della Rivoluzione, ambiva a un ritorno alle proprie radici di fede cristiana. Chateaubriand parte infatti dalla convinzione che i mali rivoluzionari furono generati dalle dottrine illuministiche di Voltaire e Diderot, i quali avevano posto al centro delle loro riflessioni il disprezzo religioso e in particolare del cristianesimo, additato come culla di barbarie e lesivo della libertà di pensiero. Chateaubriand intende contrastare le idee illuministiche con un’opera monumentale e nuova, in grado di esaltare quella bellezza che fa del cristianesimo l’unica religione capace di interpellare l’uomo nella sua totalità. La struttura del testo è articolata in quattro parti, che illustrano la religione cristiana nei suoi fondamenti dogmatici (prima parte), nell’espressione artistica (seconda e terza parte) e nella simbologia del culto (quarta parte).
Il testo francese del Genio del Cristianesimo qui tradotto – insieme all’apparato di note dello stesso Chateaubriand, alle prefazioni delle varie edizioni e alle difese dell’autore contro le critiche negative all’opera – è quello dell’edizione Flammarion (1966) che recupera l’originale apparso nelle Opere Complete, tomi XI-XVI, pubblicato dall’editore Ladvocat negli anni 1826-1828.