Influenza del comunismo nella storia d'Italia (L'). Il PCI tra via parlamentare e lotta armata

Influenza del comunismo nella storia d'Italia (L'). Il PCI tra via parlamentare e lotta armata
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Descrizione

Atti del convegno della Fondazione “Magna Carta” del 22 marzo 2207, Roma

C’è una forma paradossale di negazionismo nel dibattito politico-culturale italiano secondo il quale il solo evocare il comunismo ai giorni nostri vuol dire fare un’operazione bassamente propagandistica perché esso sarebbe morto e sepolto nel secolo passato, per cui parlarne oggi significherebbe solo evocare un fantasma e chi lo fa non è politicamente corretto. Vogliamo, quindi, concentrare la nostra attenzione sull’Italia, partendo dalla constatazione dell’esistenza di almeno due anomalie rispetto a quella che dagli anni Quaranta fino al 1989 è stata chiamata Europa occidentale. La prima anomalia è rappresentata dalla storia del nostro capitalismo, la seconda è costituita dalle caratteristiche della sinistra italiana. Vogliamo fare i conti con una storia, quella del comunismo italiano, che non è finita né nel 1989, per il crollo del Muro di Berlino, né alla Bolognina, né con il cambio del nome dal PCI in PDS prima e poi nei DS, ma che – evidentemente in forme atipiche, aggiornate, talora addirittura paradossali e contraddittorie – è durata sotto molteplici forme politiche fino ai giorni nostri. II libro analizza l'influenza che il comunismo ha esercitato e continua ad esercitare all'interno della storia e del dibattito pubblico italiani. I saggi pubblicati, tutti di autorevoli studiosi, vanno dall'esperienza del PCI a quella della sinistra radicale italiana.

Interventi di Giancarlo Lehner, Gaetano Quagliariello, Aldo G. Ricci, Victor Zaslavsky, Piero Craveri, Giovanni Orsina, Andrea Guiso, Gianni Donno, Simona Colarizi, Sergio Bertelli.