Saraceni in Italia (I)

Saraceni in Italia (I)
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Descrizione

La storia di secoli di razzie, di stragi, di massacri e di schiavizzazioni perpetrate dai musulmani in Italia. Un testo fondamentale per comprendere il problema islamico nel suo aspetto storicamente più terrificante. Il libro offre una panoramica cronologica e scrupolosamente documentata da fonti occidentali ed arabe; descrive l’epocale assalto alla civiltà classico-cristiana attraverso l’occupazione del Mediterraneo compiuto dalla pirateria islamica.
I saraceni erano popolazioni semite che avevano abbracciato l’Islam poiché il loro atavico istinto di predoni aveva trovato sollecitazioni nella nuova fede. Per cinque secoli, milioni di cristiani subirono inenarrabili sofferenze che sconvolsero il tradizionale modo di vita, incidendo profondamente sui caratteri, le abitudini, e sull’assetto economico-politico sud-Europeo. Lo spopolamento delle città, la fuga dalle riviere, la nascita dei castelli e di borghi costruiti su inaccessibili dirupi, sono ancora una testimonianza visiva che rammenta lo stravolgimento sociale causato dalla pirateria saracena.
L’assalto all’Europa partì nel 652 d.C. contro la Sicilia che resistette un secolo, ma poi dovette soccombere; intorno all’anno 800 la pirateria si accanì sull’Italia centrale e meridionale, poi dalla Spagna, si abbatté sulla Provenza e sull’Italia settentrionale.
I saraceni avevano le loro basi in Tunisia e in Libia; lo scopo dei pirati era quello di saccheggiare, uccidere, e catturare schiavi d’ambo i sessi. Queste azioni erano necessarie per indebolire le parti più ricche dell’impero bizantino, presupposto per un’occupazione militare con relativo trasferimento di popolazioni arabe, operazione che riuscì in Sicilia ma fallì in Sardegna.
I capi saraceni erano di una crudeltà inaudita come si ricava dalle stesse fonti arabe; il racconto delle efferatezze generava un terrore tale da provocare esodi massicci nei boschi o sulle montagne. La sorte degli schiavi era quanto di più inumano si possa immaginare, la sorte dei cristiani caduti nelle mani dei saraceni era. Il fenomeno iniziato nel settimo secolo toccò il culmine nell’XI secolo, poi i saraceni passarono la mano ai turchi (barbareschi).
Dietro i pirati saraceni lucravano gli emiri che riscuotevano un quinto di ogni razzia, e un vasto impero asservito ad un religione che fondava il suo “apostolato” con la scimitarra. L’assalto all’Europa terminò con l’occupazione di Algeri nel 1831, spiegato nel volume III “Il Tramonto della mezzaluna”.