Elogio della coscienza (L'). La verità interroga il cuore

Elogio della coscienza (L'). La verità interroga il cuore
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Descrizione

Joseph Ratzinger - Cantagalli - 2009 - pp. 176 - EAN 9788882724344

Il vero dibattito aperto da “L’elogio della coscienza” di Benedetto XVI è destinato a svolgersi all’interno della chiesa, dove il Papa-teologo è sottoposto a un acceso fuoco incrociato.I progressisti vi vedranno una nuova pietra di ostacolo lanciata contro il “dialogo” ecumenico, gli ultralefebvriani, un ennesimo esempio di cedimento al “liberalismo”. Né gli uni né gli altri hanno in genere la pazienza di leggere fino in fondo e con attenzione gli scritti ratzingeriani,[…..]  Proprio qualche settimana prima che uscisse il volumetto, il quindicinale antimodernista “Sì sì no no”, ha accusato Benedetto XVI di voler “conciliar l’inconciliabile”, addebitando all’allora cardinale Ratzinger l’adesione ad una nota frase del cardinale John Henry Newman, secondo cui, “io brinderei per il Papa  [……..]  Ma prima per la coscienza e poi per il Papa”. Questa sentenza, secondo “Sì sì no no”, rivelerebbe un “soggettivismo filosofico-teologico [………]

Fin dalle prime pagine del nuovo libro, Benedetto XVI-Ratzinger spiega che la coscienza non può essere separata dalla verità, in cui trova la sua misura e il suo fondamento. Il concetto di verità ci offre, a suo avviso, la chiave per spiegare il significato del brindisi del cardinale Newman, che non voleva affermare il primato della soggettività dell’individuo sull’oggettività del Magistero, ma al contrario sottolineare l’esistenza di un’armonia tra i due poli della coscienza e dell’autorità. Il termine medio è proprio la verità, che prima di essere annunciata dalla chiesa, è impressa nella nostra coscienza, perché ci viene data con la stessa natura umana. La coscienza non si radica sull’io, ma sull’oggettività dell’essere. “In definitiva, il linguaggio dell’essere, il linguaggio della natura, è identico al linguaggio della coscienza” (p.163). Benedetto XVI, accusato di “liberalismo” e di “soggettivismo”, critica esplicitamente “l’ideologia del liberalismo filosofico che impregna anche la mentalità della nostra epoca” (p. 110). “La coscienza non si può identificare con l’auto-coscienza dell’io, un muro di bronzo contro cui persino il Magistero non può fare a meno di infrangersi” (p. 146). Svincolata dal suo rapporto costitutivo con la verità e con l’ordine morale, la coscienza viene a essere nient’altro che la soggettività elevata a criterio ultimo dell’agire (p. 42). Voler conciliare coscienza e legge morale, non significa voler “conciliare l’inconciliabile”. (Roberto de Mattei -  Il foglio)