Ventimila scomparsi, torturati e uccisi: le vendette dopo il 25 aprile nella memoria dei vinti. Le vittime indirette, all'epoca ragazzi o bambini, della resa dei conti successiva al 25 aprile 1945 prendono la parola per narrare gli orrori che videro coi loro occhi, dando testimonianza di un passato che a lungo si è voluto ignorare.
Pansa è andato a cercare i "figli dei vinti", ne ha trascritto le lettere, ne ha raccolto le testimonianze: "Quando ero piccola avevo un incubo notturno: vedevo papà senza testa, decapitato dai partigiani", "Mio fratello scomparve e il suo corpo non l'abbiamo mai ritrovato", "Sono la figlia di uno dei cento fucilati in quel prato lungo il Piave", "La mamma è stata uccisa perché aveva un figlio arruolato nella Repubblica sociale"... Una lunga serie di orrori è stata raccolta in questo libro, orrori che non hanno mai potuto esprimersi senza vergogna, schiacciati da una cultura dominante in un'Italia che doveva dichiararsi tutta antifascista, contro la verità storica che invece ci ha consegnato un paese molto diviso. Un libro che riscatta, attraverso l'ascolto e le parole di uno scrittore antifascista, le vittime incolpevoli che sono state travolte da una resa dei conti sanguinosa e senza quartiere.