Descrizione
Come è stata possibile questa immigrazione di massa, visto che a volerla erano pochissimi? Molti emigranti sbarcano in Europa perché vogliono una vita migliore: ma vogliono anche il nostro stile di vita? Dopo questa profonda trasformazione demografica, l’Europa resterà la stessa? Se l’orgoglio etnico delle minoranze è una virtù, perché mai il nazionalismo degli stati europei dev’essere un peccato mortale? Il politicamente corretto è la paura travestita da tolleranza?
L’Europa sta attraversando una gigantesca rivoluzione demografica che nessuno aveva previsto e nessuno sta governando. In mezzo secolo l’immigrazione di massa da tutti gli angoli del pianeta ha portato nel Vecchio Mondo decine di milioni di nuovi abitanti, che parlano un’altra lingua, provengono da altre culture e tradizioni, hanno altri valori e costumi, e spesso seguono un’altra religione... La società europea appare oggi lontanissima dal modello del «melting pot» americano e pare ormai intrappolata in un dilemma senza soluzione. I fautori dell’apertura delle frontiere spiegano che senza questa nuova forza lavoro le nostre società resterebbero paralizzate. I loro avversari snocciolano i mille problemi causati dall’immigrazione, e in particolare da quella islamica.
Christopher Caldwell ha condotto la prima indagine sistematica su un tema così drammatico e controverso, che riguarda il nostro futuro e quello dei nostri figli. Elenca quello che non ha funzionato nelle politiche dei diversi paesi e della comunità europea: per superficialità, per demagogia, per eccesso di ingenuità. La sua provocatoria analisi smaschera il paradosso che nutre la rabbia dei vecchi e dei nuovi europei. Alla fine della seconda guerra mondiale, in base a una cultura laica e secolarizzata, fondata sulla tolleranza e sull’uguaglianza, l’Europa ha aperto le proprie porte all’Altro: tuttavia non ha chiesto ai suoi nuovi cittadini, e in primo luogo agli islamici, di aderire a quei valori.
L’ultima rivoluzione dell’Europa è un libro che pone domande scomode, e che tuttavia ha il merito di obbligarci a un serrato confronto con la realtà, al di là delle demagogie di destra e di sinistra. E dimostra che quello della diversità culturale è un problema che non può essere affrontato su scala nazionale: riguarda tutta l’Europa, nel suo insieme.