Questo saggio, pensato come strumento didattico per avviare gli studenti alla comprensione della tradizione filosofica classica e delle più rilevanti proposte del pensiero contemporaneo, costituisce in realtà un sereno ma appassionato “manifesto” a favore di una pratica della filosofia che si presenti come “scienza rigorosa” ma senza venir meno alla sua natura di sapienza, restando quindi fedele alla sua funzione sociale, che è quella di orientare le coscienze nella ricerca della verità in relazione alle scelte esistenziali, morali e religiose.
L’autore propone pertanto quei criteri razionali di discernimento che consentono a quanti si accostano alla filosofia di utilizzare al meglio tutte le risorse intellettuali che essa sempre fornisce, a cominciare dallo spirito critico, senza però rimanere sconcertati e delusi, pensando che ormai l’unica posizione logica sia lo scetticismo. Il primo di questi criteri razionali, a parere di Livi, si deduce dall’individuazione del punto di partenza che la ricerca filosofica deve necessariamente avere e al quale deve restare coerentemente collegata: l’esperienza immediata, con il suo nucleo veritativo costituito dalle certezze del “senso comune”. Sia la parte teoretica del volume che quella storiografica insistono su queste coordinate epistemologiche, rese più comprensibili dal continuo confronto con altre impostazioni metodologiche. Il testo è arricchito da un completo glossario dei termini filosofici (concetti e scuole di pensiero) e da un’ampia bibliografia, divisa per argomenti.