Considerazioni sulla Francia

Considerazioni sulla Francia
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Descrizione

Il 14 luglio 1789 scoppia la Rivoluzione francese. Con essa si afferma come dottrina politica la dittatura dell’utopia sulla realtà, dell’opinione sulla verità, e come metodo il totalitarismo ideologico che opprime il popolo in nome del popolo, che saranno le matrici di tutte le successive rivoluzioni e la forma di una mentalità ancora oggi imperante.

Il conte Joseph de Maistre commentò: «La generazione attuale è testimone di uno dei più grandi spettacoli che occhio umano abbia mai visto: è la lotta ad oltranza del Cristianesimo e del filosofismo». […] «La Rivoluzione francese [ è ] una grand’epoca (…) le sue conseguenze, in tutti i campi, si faranno sentire molto al di là del tempo della sua esplosione».

Mai come durante gli anni della Rivoluzione francese libertà, uguaglianza, fraternità divennero termini privi di senso e il Terrore, la ghigliottina, il genocidio dei vandeani per mano delle colonne infernali, i martiri di Nantes, di Lione o di Arras, la rivoluzione esportata negli Stati vicini, sono la testimonianza dell’orrore a cui può giungere un potere che ritiene di non avere limiti imposti da Dio o dagli uomini. Il suo bilancio fu terrificante. Fra il 1789 e il 1815 si contarono 600.000 morti nelle guerre interne, 117.000 nella sola Vandea; 40.000 ghigliottinati, il 28% contadini, il 31% artigiani e operai, il 20% commercianti, il 9% nobili e il 7% consacrati; 400.000 morti nelle guerre in suolo straniero, un milione nelle guerre napoleoniche; più di 100.000 emigrati. Il commercio, la produzione industriale e quella agricola crollarono insieme al tasso di natalità. Soltanto nel 1825 risalirono ai livelli precedenti la rivoluzione. In 7 anni la carta moneta circolante aumentò di 20 volte, svalutandosi quasi completamente e provocando la bancarotta dello Stato francese. Il vandalismo ideologico si accanì anche contro il patrimonio culturale, distruggendo monumenti dell’arte e della cultura; l’analfabetismo aumentò notevolmente e le persone capaci di scrivere passarono dal 37 al 32%.  

Tra il 1796 ed il 1797 il grande pensatore e politico savoiardo scrisse le sue Considérations sur la France, pubblicate anonime nel 1797. I rivoluzionari ne vietarono la diffusione, ma il libro circolò clandestinamente e fu ristampato in più edizioni. Il loro impatto in tutta l’Europa fu notevole, Maistre influenzò anche avversari accaniti. Basti citare - tra gli autori legati alla storia delle Due Sicilie - Vincenzo Cuoco, il cui saggio critico sulla Repubblica giacobina del 1799 tenne conto delle critiche demestriane all’astrattezza dei modelli costituzionali partoriti dagli ideologi e calati dall’alto su tradizioni e consuetudini delle Nazioni. 

Questo libro demolisce l’origine contrattualistica del potere teorizzata da Rousseau ed il filosofismo di Voltaire, e mette a fuoco con grandissima lucidità, solo pochi anni dopo i tragici avvenimenti del 1789, la reale natura della Rivoluzione francese prevedendone anche gli esiti.La prima traduzione italiana delle Considerazioni sulla Francia fu pubblicata a Napoli, per la Biblioteca Cattolica, nel 1828. 

Con questo grande saggio della letteratura politica contro-rivoluzionaria, presentato in una nuova traduzione e con la prefazione di Guido Vignelli.