Atti del convegno sul cardinal Vincenzo Santucci (1796-1861)
Prefazione di Mons. Luigi Negri
Ormai sta diventando sempre più noto agli Italiani che, pagine importanti del c.d. Risorgimento, debbano ancora essere scritte. Ciò vale soprattutto per quegli uomini che vissero “dalla parte di vinti” e registrarono pertanto le dinamiche del processo rivoluzionario che condusse all’unità politica nelle loro memorie ed attività di testimoni diretti, finchè una lettura storiografica di parte non li espunse definitivamente dalla memoria collettiva della Nazione destinandoli all'oblìo.
Tra questi, un posto di rilievo spetta al cardinale Vincenzo Santucci (1796-1861), uno degli ultimi cardinali-diaconi di Santa Romana Chiesa, nativo di Gorga, una piccola cittadina in provincia di Roma, protagonista di primo piano nei travagliati anni della cosiddetta Questione Romana sotto il pontificato di Papa Mastai Ferretti, il Beato Pio IX. Diplomatico di vaglia con incarichi di prestigio in Segreteria di Stato, quindi Nunzio apostolico a Torino, la parabola di Santucci offre uno scorcio singolarissimo, e inedito, di quel decennio che si sarebbe poi rivelato decisivo per la realizzazione dell'unificazione politica e amministrativa - così come fu “illuministicamente” pensata e organizzata - della Penisola, ovvero gli anni tra il 1850 e il 1860.
Il volume contiene diversi dei contributi (S.E. Mons. Lorenzo Loppa, Giuseppe Brienza, Nadia Cipriani) presentati al Convegno storico di Gorga sul card. Santucci (12 agosto 2011, nel 150° anniversario della morte del porporato). Oltre che per il fatto di illustrare (in maniera sistematica è la prima volta nella storiografia italiana) la figura e l'azione-centrale dell’Italiano-Cardinale Vincenzo Santucci (per definirlo con le parole di un altro celebre porporato, vero patriota, il Card. Giacomo Biffi), il volume è prezioso perché arricchito, da un'Appendice d'annata offerta dalle Osservazioni storiche sulla unità e nazionalità italiana (1860) dello storico cattolico romano Giuseppe Spada (1796-1867), coetaneo di Santucci, finora pressoché introvabili e particolarmente utili per inquadrare correttamente la prospettiva da parte di un testimone diretto, in loco, degli eventi - anch'esso ingiustamente dimenticato dalla storiografia successiva - e qui ripubblicate integralmente grazie a un accurato lavoro di ricerca di Giuseppe Brienza.