“Il diritto è rapporto tra uomini, multilaterale. Che se ne abbia coscienza o meno, quando si usa la parola ‘diritto’ si tratta di una relazione. Come si potrebbe inferire una relazione, che implica più termini, con un termine unico: l’Uomo?” È questo l’interrogativo profondo e paradossale del libro di Michel Villey; attraverso l’analisi etimologica e strutturale dei due termini in gioco, il filosofo francese coglie la contraddizione che sorge dal loro arbitrario accostamento. Se il linguaggio condiziona il pensiero, è compito della filosofia mettere in discussione le espressioni di uso comune per smascherare equivoci e false illusioni. Questo studio critico dei diritti dell’uomo è un invito a ripensare la storia della filosofia del diritto, la differenza tra il pensiero giuridico classico e quello moderno.