John Henry Newman. Fermate quel convertito

John Henry Newman. Fermate quel convertito
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Descrizione

La fama di Newman era destinata a valicare ben presto i confini dell'Inghilterra. Già diciotto anni dopo la sua morte, i pontefici iniziarono a fare riferimento a lui nei loro insegnamenti. Andrea Tornielli, vaticanista de "II Giornale", e Andrea Gianelli, professore e saggista, delineano la sua figura mettendo in evidenza i passaggi fondamentali della sua vita. Il primo è la costante "ricerca della verità", che lo ha portato alla conversione dall'anglicanesimo al cattolicesimo. Paradossalmente, proprio dalla Chiesa cattolica Newman avrebbe ricevuto non solo le più grandi soddisfazioni (il successo delle attività dell'Oratorio, la nomina a cardinale, peraltro giunta negli ultimi anni della sua vita), ma anche le più grandi sofferenze. Sofferenze, però, affrontate con un'incrollabile fede nella presenza concreta di Dio. Il secondo, che ha segnato tutta la sua vita, è la battaglia contro il relativismo, un pensiero tipico della cultura liberale e razionalista, nato nella sua epoca, e ancora oggi molto diffuso. Il relativismo nega l'esistenza di una verità assoluta (e, quindi di Dio) perché non scientificamente dimostrabile, afferma che la fede è un atto irrazionale e, pertanto, esclude la religione da qualsiasi ruolo pubblico, riducendola a un fatto individuale e sentimentale. Per Newman, il relativismo era il vero nemico dell'umanità: escludere la religione dall'ambito pubblico significava aprire le porte all'ateismo, contonseguenze, per gli uomini, devastanti. Dedicò tutta la sua vita a combattere questa mentalità. L'obbedienza ai suoi superiori è un altro grande tratto caratteri-stico della personalità di Newman, incrollabile come la sua fede, che lo avrebbe portato alla sua beatificazione e, possiamo dirlo, a una santificazione di fatto