Perchè mi perseguiti? Libertà religiosa negata. Luoghi e oppressori, testimoni e vittime.

Perchè mi perseguiti? Libertà religiosa negata. Luoghi e oppressori, testimoni e vittime.
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Descrizione

Al 70% della popolazione mondiale è negata la libertà religiosa, di coscienza e di pensiero. È quanto si apprende da «Perché mi perseguiti? Libertà religiosa negata, luoghi e oppressori, testimoni e vittime», recentemente pubblicato dall’Opera di diritto pontificio “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS). Il volume – edito da Lindau – raccoglie i dati presentati nel «Rapporto 2010 sulla Libertà religiosa nel mondo» (realizzato ed edito da ACS che lo ha presentato alla stampa nel novembre scorso), ma senza limitarsi ad esserne una mera sintesi. Si tratta infatti – come spiega il direttore di ACS-Italia, Massimo Ilardo – «di un vademecum sulla libertà religiosa nel mondo e sul diritto fondamentale – troppo spesso ignorato, violato o rimosso – di credere, di vivere e di manifestare la propria fede o credenza, senza discriminazioni».

Non solo dati, dunque, ma anche e soprattutto riflessioni in linea con l’importante compito di formazione al valore della libertà religiosa come diritto naturale dell’uomo, da sempre svolto dall’Opera. Tale diritto è oggi negato in molte parti del mondo a fedeli di ogni credo: cristiani, ebrei, indù, musulmani, buddisti o diversamente credenti. E sbaglia chi ritiene che il liberale Occidente sia al riparo da forme di restrizione o emarginazione delle fedi, come testimonia, ad esempio, la norma francese che proibisce alle ragazze musulmane di indossare il velo, ai cristiani di indossare croci troppo visibili e ai sikh il turbante.

Il Sussidio è rivolto a chi desidera conoscere ed essere informato su questo tema, a chi svolge un servizio di formazione e catechistico nelle parrocchie, nelle scuole pubbliche e private, nei seminari e nelle università, ma anche e soprattutto agli operatori e ai professionisti della comunicazione «ai quali – spiega Ilardo – spetta il diritto-dovere di informare, aiutare a capire, offrire opportunità e momenti di riflessione, di dialogo e di coinvolgimento aperti a tutti, senza preclusioni o esclusioni». La premessa – dal significativo titolo «Perseguitati perché testimoni - Libertà di credere: chi non la vuole?» – fornisce una panoramica mondiale delle negazioni della libertà religiosa, esponendo in box riassuntivi i risultati di alcune ricerche; secondo i dati forniti da “Amnesty International”, da almeno due decenni il cristianesimo sembra essere la religione più perseguitata del mondo. I cristiani messi a morte ammontano a ben 12.692. Di questi, 5.343 sono sacerdoti e seminaristi, 4.872 religiosi e religiose, 126 vescovi e 2.351 laici.

Tratte dall’Edizione 2010 del Rapporto ACS sulla libertà religiosa nel mondo, chiude il Sussidio una selezione di 21 Schede di Paesi in cui le persecuzioni sono più diffuse, acute e violente e dove ACS è presente con Progetti a sostegno della Chiesa locale. Dall’Afghanistan al Vietnam le violazioni alla libertà religiosa sono fotografate anche attraverso gli spazi intitolati «Testimoni, volti, avvenimenti». In quello dedicato all’Egitto sono pubblicati alcuni passaggi del discorso pronunciato da Giovanni Paolo II nel 2000 durante il suo Pellegrinaggio al Monte Sinai; negli altri ci sono testimonianze di uomini e donne di fede che, spesso a costo della vita, hanno operato nei Paesi sui quali è pubblicata la Scheda. Sono ricordati padre Angelo Maggioni, missionario del PIME ucciso nel Bengala, il vescovo cambogiano Joseph Chhmar Salas, morto di sfinimento e di fame nella pagoda di Teuk Thla trasformata in ospedale, l’eritrea Hana Hagos Asgedom arrestata due anni fa insieme ad altri 15 studenti dell’Università di Mai-Nehfi per aver partecipato a un gruppo di studio sulla Bibbia e morta in carcere il 24 gennaio 2010.