Non c'è più religione, nel senso che il mondo è sempre più secolarizzato e sempre meno interessato alle credenze e alle pratiche religiose? O al contrario ce n'è anche troppa, dal momento che è la religione a causare i peggiori mali del mondo, dagli attentati dell'11 settembre 2001 alle malefatte delle 'sètte'? Rodney Stark e Massimo Introvigne - tra i maggiori esperti mondiali del pluralismo religioso contemporaneo - rispondono che oggi c'è più religione di ieri. In Italia, ad esempio, la percentuale di giovani fra i 18 e i 29 anni che afferma di credere in Dio è cresciuta dall'83% del 1981 al 94% del 1999. E anche la frequenza settimanale alle cerimonie religiose (cattoliche e non) è cresciuta dal 35% del 1981 al 40% del 1999. Sono dati che attestano una tendenza europea, che vede l'accrescersi del pluralismo e della concorrenza fra le religioni e l'infittirsi di dottrine e di pratiche offerte da un 'mercato religioso' sempre più ricco e variegato. Un'indagine sociologica agile, ricca di dati e di esemplificazioni, di facile lettura anche per chi non coltiva interessi specialistici.