Ha firmato un trattato costituzionale che è un rebus fin dal titolo. Dopo tanta retorica sulla "riunificazioe del continente", ha difficoltà anche solo ad allargarsi. I suoi membri sono divisi sul seggio all`Onu, sulla guerra in Iraq, sul dopoguerra, sulle relazioni con l`America, sui rapporti con Israele, sulle organizzazioni terroristiche, sulle politiche di difesa, di immigrazione, di sicurezza. Cala demograficamente ed ha difficoltà a competere sui mercati globali. Chiamata a votare per il suo parlamento, non si resenta alle urne. Chiamata a definire la propria identità, si rifiuta di declinare le proprie radici culturali e religiose. Sembra Babilonia, è l`Europa di oggi. Quella che predica l`idea relativistica che non esistono valori universali, neppure quei grandi principi che hanno civilizzato il mondo. Quella che manifesta per la pace anche anche quando è fatta segno della "guerra santa" del fanatismo islamico.Quella che per non chiamare i problemi per nome, usa il linguaggio "politicamente corretto". Quella che si dice laica mentre pratica una forma dogmatica e arrogante di ideologia laicista. Un uomo di Stato e un uomo di Chiesa confrontano le proprie analisi sulla situazione spirituale, culturale e politica dell`Occidente, ed in particolare dell`Europa. E pur partendo da posizioni diverse, scoprono una sostanziale convergenza circa le cause di questa crisi, e i rimedi che potrebbero correggerla. Marcello Pera e Joseph Ratzinger, un pensatore laico ed un pensatore religioso, concordano sulla necessità di un rinnovamento spirituale prima che politico: una crescita morale che dia senso allo sviluppo tecnologico, economico e sociale.